Comunicato stampa commissario straordinario SIAE Rondi e risposta degli autori
In allegato il comunicato stampa del commissario straordinario SIAE Gian Luigi Rondi: "Rondi risponde agli autori Anart che protestano al Quirinetta".
Questa la risposta degli autori:
GLI AUTORI RISPONDONO AL COMUNICATO STAMPA
“RONDI RISPONDE AGLI AUTORI ANART CHE PROTESTANO AL QUIRINETTA”
Il comunicato stampa in oggetto contiene una inesattezza: l’assemblea, alla quale hanno partecipato diverse associazioni come Aidac, Anart, Asst, Sact, SNS, è stata indetta dal Centro Nazionale di Drammaturgia con altri punti all’odg, fra i quali il Fondo di Solidarietà. Inoltre il comunicato stampa è stato pubblicato sul sito Siae largamente in anticipo rispetto all’inizio dell’assemblea, prevedendo che questa consistesse in una protesta avviata solo dalla componente degli autori radio-televisivi. Non ci sembra corretto e quindi vi invitiamo a rettificarlo.
Le Associazioni hanno il dovere di assolvere la loro funzione di tramite con la base, soprattutto in occasioni di emergenza come questa. L’interruzione dell’erogazione dell’assegno di professionalità coinvolge direttamente la vita delle persone, provocando situazioni di grave disagio, che inevitabilmente provocano legittime reazioni di protesta. E’stato ritenuto opportuno da parte di tutte le associazioni presenti anche cercare di ricostruire la dinamica che ha portato alla delibera commissariale. Non sono infatti sufficienti ed esaustive, né facilmente comprensibili, per la loro natura tecnica, le illustrazioni del provvedimento sul sito Siae.
E’ stata colta l’occasione anche per comunicare che ci sarà un incontro con i rappresentanti delle associazioni, indetto il 31 gennaio dal Commissario Straordinario per verificare se sussistono possibilità ulteriori, sulla base di illustri ed autorevoli pareri richiesti dal Commissario stesso, di sospendere la delibera.
Gli autori presenti all’assemblea hanno in larga parte manifestato il loro sconcerto in merito alla sospensione dell’assegno di professionalità, dato che non è mai stato possibile per loro evitare che la Siae trattenesse il 4 % dei diritti, accantonato a questo scopo. Hanno sottolineato che confidando sull’assegno e sulla polizza, certi della buona fede della Siae, molti di loro non hanno provveduto a garantirsi una forma assicurativa privata; hanno sottolineato che gli autori, per l’assenza di una legge che li tuteli, non possono usufruire di ammortizzatori sociali e welfare. Non condividono la logica della beneficienza erogata secondo criteri che appaiono al momento scarsamente trasparenti, sia per la composizione del collegio di probi viri, che per le modalità di assegnazione ravvisabili nel nuovo regolamento del fondo. Non condividono che la Siae stabilisca di utilizzare le risorse accantonate dai professionisti, sottraendole a chi ne aveva acquisito il diritto, per dirottarle verso chi potrebbe non avervi nemmeno contribuito con il 4 % dei diritti e ritengono decisamente inappropriato definire questa operazione come “vera solidarietà”.
Nel frattempo gli autori stanno raccogliendo firme di sostegno per un appello indirizzato alle alte cariche dello Stato, se non si dovessero trovare soluzioni condivise per risolvere questa grave situazione che coinvolge centinaia di loro.
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