Appello alle istituzioni
Care/i colleghe/i,
a seguito la lettera appello indirizzata alla più alte cariche istituzionali affinché sia annullata la delibera firmata dal Commissario Straordinario che prevede la soppressione del Fondo di Solidarietà della SIAE.
Vi ricordiamo che il contenuto della lettera sarà argomento del dibattito dell'assemblea aperta che si svolgerà martedì 24 gennaio alle ore 11.00 al Teatro Quirinetta di Roma (via M.Minghetti, 5). La riunione sarà aperta a tutti gli autori e alle associazioni delle categorie interessate dal provvedimento e vi invitiamo a partecipare numerosi.
Invitiamo inoltre tutti gli autori a sottoscrivere fin da ora l'appello inviando una mail all'indirizzo di posta
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AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
AL MINISTRO DEI BENI CULTURALI.
p/c AL COMMISSARIO SIAE
Gli autori iscritti alla SIAE si rivolgono a Voi, massime istituzioni dello Stato, al fine di ottenere
un Vostro autorevole intervento in merito ad un atto che consideriamo molto grave.
Ci riferiamo alla delibera con cui si aboliscono le erogazioni -i cosiddetti assegni di
professionalità- del Fondo di Solidarietà della SIAE, firmata dal Commissario Straordinario
in presunta conformità al mandato presidenziale di risanamento economico della Società. Gli
autori accolgono criticamente il provvedimento e, in primo luogo, ritengono inaccettabili le
modalità d'applicazione della delibera stessa.
Da decenni consideriamo i sussidi erogati dal Fondo di Solidarietà un diritto acquisito, sul
quale contare per compensare in età avanzata la mancanza di regolari entrate da lavoro -
comunque precario ad ogni età- o l'assenza di pensione, a volte impossibile da ottenere per la
difficoltà di raggiungere i requisiti per l'accesso alle prestazioni previdenziali.
La condizione di insicurezza economica riguarda la stragrande maggioranza dei beneficiari
del Fondo di Solidarietà. Dal 15 Novembre 2011, con la firma della delibera, il loro diritto ad
un sostegno economico, per altro piccolo, è stato totalmente cancellato con effetto immediato.
Con esso la polizza assicurativa collettiva collegata al Fondo. Siamo sgradevolmente colpiti
dall'indifferenza mostrata dalla gestione commissariale per gli effetti devastanti sul piano
umano che un' applicazione così brutale del provvedimento comporta.
In secondo luogo, gli autori criticano duramente che sia la sola gestione commissariale a
decidere il nuovo utilizzo dei circa 87 milioni del Fondo di Solidarietà. Ci domandiamo: perché
questi soldi, frutto del versamento da parte di ogni autore del 4% dei proventi dei propri diritti
a scopo solidaristico, devono essere per decisione commissariale solo parzialmente usati a tale
scopo e per il resto genericamente utilizzati a " favore degli autori?" Non toccherebbe forse
a noi, che li abbiamo versati, come impone lo statuto, decidere se chiederne la restituzione o
stabilirne un differente e dettagliato utilizzo?
Noi autori comprendiamo e condividiamo le finalità di "risanamento e rifondazione" della
SIAE contenute nel mandato presidenziale e concordiamo che il regolamento del Fondo vada
riformato per non contravvenire alle leggi normative delle Casse Previdenziali, ma contestiamo
l'affermazione della gestione commissariale che l'erogazione dei sussidi, una volta estesa
a tutti gli autori professionisti, non sia sostenibile dal Fondo stesso e dunque dannosa per
la SIAE. La contestiamo perché il Fondo è a gestione separata dal bilancio SIAE e perché la
questione è stata a lungo vagliata da un comitato di autori ed esperti, in precedenza incaricato
della stesura di un nuovo regolamento per il Fondo. Regolamento oggi non accettato dagli
organi di vigilanza, nonostante i loro rappresentanti seduti nel CdA, per anni abbiano condiviso
le discussioni sull'argomento senza mai sollevare eccezioni di illegittimità.
Il nostro suggerimento è che si tenga conto delle indicazioni fornite da questo regolamento,
efficace in senso economico e rispettoso della finalità di mutua assistenza, per cui autori più
fortunati offrono sostegno a colleghi professionisti, nella comune consapevolezza che il nostro
lavoro è precario e sempre suscettibile di alterne fortune. In attesa, ovviamente, che anche per
gli autori arrivi finalmente il tempo di una legge che ne garantisca ammortizzatori sociali e
welfare.
Per tutti questi motivi confidiamo sul Vostro intervento affinché venga annullata la delibera
relativa al Fondo di Solidarietà e sia restituita validità al vigente regolamento finché organi
sociali democraticamente eletti non provvedano tempestivamente alle modifiche più
opportune.
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