diritto d'autore internet
L’ ANART DENUNCIA LA VERGOGNOSA CONFUSIONE FRA DIRITTO D’AUTORE E CENSURA SU INTERNET
Contro la delibera AGCOM, che permetterebbe di rimuovere contenuti
protetti dal diritto d'autore utilizzati illegalmente dai siti
internet senza l'intervento di un giudice, hanno fatto pesanti
dichiarazioni PD, IDV, SEL, RADICALI, VERDI e FLI.
Sulla delibera c’è stata una discussione fra i soggetti interessati,
ma come sempre proprio le Associazioni degli autori non sono state
coinvolte. Da anni stiamo sollecitando la Siae perché vengano
studiate nuove regole per la tutela del diritto d’autore sulle nuove
piattaforme e internet, per sostenere il mercato legale, in linea con
l’Europa. Da anni stigmatizziamo la lentezza con la quale la Siae sta
affrontando questi problemi. La delibera Agcom dovrebbe inibire le
piattaforme web palesemente pirata, che guadagnano grazie alla
pubblicità. Non può e non deve essere uno strumento liberticida o
censorio in nome del diritto d’autore. Noi ci domandiamo però, visto
l’impegno per la libertà della rete, dov’erano i partiti come PD,
IDV, SEL e FLI quando in questi anni noi autori abbiamo sollecitato
un adeguamento della Legge sul Diritto d’Autore alle nuove
tecnologie? Se ne sono sempre disinteressati, perché è molto più
facile cavalcare gli slogan e le proteste del “popolo della rete”,
dietro il quale ci sono gli interessi miliardari di gestori di siti e
dei provider, che si arricchiscono utilizzando i NOSTRI contenuti. Si
preoccupano forse del quotidiano sfruttamento delle opere degli
autori a costo zero o quasi su tutte le nuove piattaforme, sulle reti
digitali? No, mai. Si preoccupano del fatto che gli autori devono
cedere i loro diritti ai produttori? No, mai. Si preoccupano
dell’assoluta mancanza di garanzie sociali dei creatori di contenuti?
No, mai. Della mancanza di libertà espressiva degli autori in un
paese dove non esiste il libero mercato televisivo? No, mai. Perché
per loro gli autori non esistono, le opere che nessuno ha creato e
prodotto si trovano in rete e possono essere utilizzate, scambiate,
fatte a pezzi, “meticciate”. Non sono di nessuno, perché per loro noi
autori siamo Nessuno. Grazie.
E’ un paese culturalmente vecchio quello che non riesce a trovare
regole adeguate, perché la rete sia un’opportunità per tutti e non la
distruzione delle sue professionalità creative e che scambia per
creatività fare a pezzi le opere di quelli che hanno dovuto lavorare
duramente per metterle insieme.
Chiediamo a tutte le forze politiche e alla Siae di impegnarsi anche
per la difesa della libertà d’espressione degli autori italiani e del
loro lavoro.




